Coronavirus, il “tempo sospeso”

Foto di Andrea Guerrizio

Viviamo un tempo “sospeso”….
Ma sospeso non certo come una partita o un anno scolastico che non finirà, che si interrompe per non riprendere, quanto piuttosto come la splendida usanza napoletana del caffè “sospeso”.
Lasciato per qualcuno che ne ha bisogno, senza nemmeno sapere chi.
Un esserci per l’altro, un condividere senza mostrarsi ed “usare” l’altro.
Un tempo in cui costruire il “dopo” riconoscendo finalmente che “siamo tutti sulla stessa barca, tutti”.
Un tempo in cui costruire il “dopo” riconoscendo che se oggi chiamiamo “eroi” chi fa il suo dovere è perché oggi non li abbiamo messi nelle condizioni di farlo con strumenti, mezzi e fondi che non li costringano all’eroismo.
Un tempo in cui costruire un “dopo” in cui non aver bisogno di eroi.
Un tempo in cui costruire un “dopo” in cui una straordinaria emergenza ci possa trovare pronti, anche se consapevoli di essere fragili, perché quotidianamente abbiamo dato vita ad una società umana, senza attendere che un nemico invisibile ci annienti.
Viviamo un tempo sospeso, un tempo di Quaresima.
Una Quaresima in cui anche a noi oggi la storia ha chiesto di rinunciare non al superfluo ma al nostro quotidiano.
Un tempo in cui costruire un “dopo” che da #distantimauniti ci veda uniti, vicini o distanti che saremo.

testo e foto di Andrea Guerrizio

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