Blocco stradale: fino a 12 anni di carcere per chi manifesta bloccando la strada

Reato di blocco stradale. È notizia di oggi, riportata dal ‘Fatto Quotidiano’, delle multe subìte da lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti per aver manifestato bloccando una strada nel corso di dimostrazioni di piazza. Le multe sono state inflitte in virtù del Decreto Sicurezza voluto dal già Ministro dell’Interno Matteo Salvini, segretario della formazione politica Lega-Salvini Premier, di cui la Lega Nord è parte costitutiva.
La notizia riporta in prima battuta le multe inflitte ai facchini di ditte di trasporto privato (ad esempio Bartolini, Sda, Dhl etc)  ma le sanzioni sono arrivate anche a Margherita Mastrantoni ed Elena Amadei, rispettivamente 18 e 17 anni, per aver partecipato ad una manifestazione a Prato indetta dal SiCobas (Sindacato intercategoriale-Cobas): la pena ammonta a 4.000€. Il blocco stradale è stato reintrodotto dal Decreto Sicurezza (leggibile qui: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2018;113)  ed è sanzionabile con il carcere da 2 a 12 anni, qualora il blocco venga eseguito da più persone.

I blocchi stradali in difesa della salute per i diritti della periferia

Quando si parla di blocco stradale viene subito in mente il gran numero di dimostrazioni, per cui si è bloccato anche il traffico, nel nostro Municipio: dalle iniziative a Corcolle contro la discarica fino alle manifestazioni degli inquilini delle case popolari da Torre Maura a Ponte di Nona.
Dall’Anpi del VI Municipio, dunque, parte l’iniziativa per contrastare il Decreto Salvini: «Se penso ai decenni di lotte che hanno attraversato il nostro Paese messe in atto al fine di migliorare la vita delle persone e vivere il ritorno alla repressione delle mobilitazioni popolari – afferma il presidente di sezione Roberto Catracchia –, l’iniziativa degli antifascisti diventa un imperativo irrinunciabile per salvare la democrazia, la libertà d’espressione e il diritto di sciopero». La dichiarazione fa il paio con la costituzione, nel nostro Municipio, del coordinamento locale delle sinistre d’opposizione che ha, tra i vari obiettivi prefissati, anche la propria contrarietà al Decreto chiedendone l’abrogazione dal momento che «negano i diritti di sciopero, criminalizzano forme di lotta più determinate e quindi più efficaci della classe lavoratrice […] colpire una parte della classe lavoratrice significa indebolire tutte e tutti, ed essere così più sole e soli di fronte a chi vuole sfruttarci e opprimerci per il profitto».

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