Periferia, presentata la piattaforma «Io non centro» dell’Usb

Presentata la piattaforma «Io non centro» dall’Unione sindacale di base di Roma (Usb) all’attenzione della sindaca Virginia Raggi. Contrarie al progetto i sindacati Cgil, Cisl e Uil che, come afferma l’Usb in un comunicato: «Hanno abbandonato pretestuosamente il tavolo»

«La Federazione romana dell’Unione Sindacale di Base ha presentato alla sindaca Raggi e all’assessore al personale De Santis la piattaforma Io Non Centro: una lettura della città e una serie di proposte per rispondere alle difficoltà di chi vive nella periferia romana, cioè la maggioranza dei cittadini di Roma», si legge nel comunicato diffuso dall’organizzazione sindacale.

Nella Piattaforma l’USB sottolinea come le politiche degli ultimi decenni abbiano privilegiato le zone centrali in termini di risorse e di servizi, lasciando completamente sguarnita la gran parte della città, meno appetibile per gli affari e gli investimenti di banche e grandi aziende private.

«Ma la città è innanzitutto di chi ci vive e lavora, non si può pensare esclusivamente alla vetrina e al business, lasciando indietro il resto, salvo ricordarselo in occasione delle elezioni.»

Anche la questione dei poteri speciali per la Capitale o si coniuga per favorire un incremento dei servizi pubblici, per assumere personale, reinternalizzare lavoratori e servizi e combattere la piaga degli appalti, sviluppare la residenzialità pubblica e popolare, oppure non servirà a combattere i mali di Roma.

All’incontro erano stati convocati anche Cgil, Cisl e Uil, che hanno abbandonato il tavolo ancor prima che iniziasse. Il problema era per loro la presenza di USB, rea di non aver partecipato allo sciopero dello scorso 25 ottobre, a dimostrazione di come le questioni concrete dei lavoratori siano l’ultimo dei loro problemi. Uno sciopero nel quale non hanno creduto gli stessi lavoratori, che non a caso lo hanno disertato in massa, e per di più convocato senza alcuna piattaforma.

«La Piattaforma Io Non Centro è una proposta di lotta che non risparmia l’attuale amministrazione capitolina che ha lasciato inalterata la condizione delle periferie romane, le stesse che l’avevano mandata al governo di Roma pochi anni fa. Ma l’obiettivo non è certo quello di Cgil, Cisl e Uil che vorrebbero riportare al governo quelli di prima, un intero sistema di potere al servizio delle privatizzazioni».

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