Manifesto (o «il perché di questo giornale»)

Torre Maura è stata sulla bocca dell’opinione pubblica della città e del Paese per giorni a causa dei ben noti fatti di cronaca: dalle Alpi alle Madonie, tutti conoscono un quartiere prima ignoto anche ai romani stessi. Tutto questo ci ha portato a riflettere e a pensare al nostro quartiere sotto un’altra ottica, al nostro personalissimo che fare.
Chi prima non sapeva dove fosse di casa la Casilina e Via Walter Tobagi, Via dei Codirossoni, Piazzale delle Paradisee, ora conosce a menadito la toponomastica torremaurense.
O, almeno, una parte di essa, quella dell’Isveur. Tuttavia Torre Maura è una realtà composita che presenta varie realtà abitative e sociali, non solamente i condomini popolari.

Persino la Direttrice dell’Huffington Post Lucia Annunziata ha conosciuto l’ubicazione del nostro quartiere, scrivendo così in uno dei suoi articoli nei giorni in cui divampava la protesta razzista: «Niente spazzatura per strada, autobus che ordinatamente caricano le persone. Strade ampie, molto verde di quasi campagna, file di palazzi dignitosamente ordinari. Non so che idea susciti in voi la parola periferia, ma non c’è nulla di disperato, nulla di devastato, da queste parti. Non fosse per quell’unico dettaglio, le robuste sbarre di ferro che coprono ogni finestra, ogni entrata di questi palazzi, fino ai piani alti. Neanche una facciata è senza protezione. Torre Maura, uscita 18 del Grande Raccordo Anulare, mezz’ora dal centro, Roma sud est, Sesto Municipio composto da 270 mila abitanti. Più di una città media italiana. Ma non vi capiterà di passarci. Nessuna strada attraversa Torre Maura. Chi ci va, è per andare lì e basta. E in queste ore, andare lì e basta è un esercizio utile per chiunque voglia mettere la testa fuori dal sacco».

Nonostante lo slancio positivo alla fine dell’introduzione del lungo articolo della Direttrice, riteniamo che non sia davvero rasente alla realtà la narrazione di una realtà urbana paragonabile ad un’isola: non attraversata da alcuna strada e che «chi ci va, è per andare lì e basta».

È utile controbilanciare l’eccessivamente rapida pennellata prodotta dalla Direttrice dell’Huffington Post con i dati forniti dai ricercatori che hanno dato vita al progetto #MappaRoma: «[…] Sui 15 municipi di Roma, il VI che comprende Torre Maura ha il peggiore indice di sviluppo umano, con una performance particolarmente negativa poiché è l’unico con un valore inferiore a 0,5 sotto la soglia del “basso sviluppo umano”, e i peggiori valori per tutte le sue componenti di reddito, istruzione e salute. In particolare a Torre Maura, che corrisponde alla zona urbanistica 8B, gli indicatori più preoccupanti rispetto alla media romana, come evidenziato dalle analisi di #mapparoma, sono sia l’istruzione, con pochi laureati (8,6% contro 20,2%) e molti residenti con licenza elementare o nessun titolo di studio (28,2% contro 20,3%), sia l’offerta culturale (zero cinema, teatri o biblioteche) […]».

Il nostro quartiere è parte del VI Municipio, suddivisione amministrativa romana che conta 256.000 residenti circa, l’estensione territoriale è decisamente consistente, la sola Torre Maura possiede poco meno di 40.000 abitanti. Le cifre a volte sfuggono e si tende a pensare che un quartiere, nonostante faccia parte di una metropoli, possa essere considerato entro dimensioni ridotte.
A fronte delle cifre sopra esposte, è facile comprendere come i numeri siano del tutto sproporzionati per far sì che l’amministrazione si occupi compiutamente di ogni singola realtà del Municipio, uno dei più grandi anche dopo la rinumerazione avvenuta sotto la Giunta Alemanno: il nostro quartiere è paragonabile a città medio-piccole delle provincie italiane: Eboli (SA) ne conta poco più di 38.000, Cassino (FR) circa 36.000, Spoleto (PG) 37.000.

Abbiamo il dovere di formare e informare prima di tutto su quel che accade nel nostro quartiere, nella nostra ‘piccola città’, per poter essere pienamente parte del municipio.
Riteniamo che si debba tornare ad essere partecipi del nostro spazio quotidiano per poterci ri-affermare come individui pensanti e senzienti nell’ambito di una comunità, quella torremaurense.

Parleremo di fatti, intervisteremo persone, chiederemo opinioni, faremo in modo di conoscere gli umani di Torre Maura, scaveremo fino in fondo alle notizie cercando sempre e comunque di rivolgere l’animo alla realtà delle questioni: cercare, ricostruire, indagare, scrivere.

E perché no, alimentare un dibattito nell’ambito della comunità.

 

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